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BREVE STORIA DEL PROGETTO
AGCI Nazionale presenta un progetto al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nel 2005 volto alla sperimentazione di un Sistema di tracciabilità di filiera nel comparto ortofrutticolo.Nel 2007 il progetto viene approvato dal MIPAAF. Nel frattempo le imprese AGCI si erano già adeguate alle normative relative alla sicurezza alimentare adottando sistemi di tracciabilità, differenti fra loro. Ciò ha comportato una ridefinizione degli intenti del progetto, che il Ministero ha avallato.In particolare, il settore agro-ittico-alimentare dell'AGCI (AGCI AGRITAL), in linea con gli orientamenti recenti in materia di tracciabilità di filiera, ha colto l'occasione per effettuare un check up trasversale su tutte le imprese del gruppo pilota che fanno parte del progetto.Attraverso un'analisi SWOT sono stati rilevati limiti e possibilità di sviluppo dei sistemi di tracciabilità ad oggi utilizzati.Dall'indagine è emerso che le imprese AGCI considerate, accanto alle politiche di marca e di marchio, hanno sviluppato negli ultimi anni la propensione alla "qualità codificata": cioè riconosciuta e tutelata da norme pubbliche (DOP, IGP, Biologico, etc...) e/o acquisita attraverso l'adozione volontaria di disciplinari e requisiti verificabili, rafforzati da certificazioni di enti indipendenti (UNI, ISO, etc…).Attraverso interviste, riunioni e focus group fra imprese, esperti del settore e referenti AGCI, si sono definiti e condivisi gli orientamenti specifici dell'indagine ed è stato ideato il "Modello operativo AGCI per l'attivazione del processo di tracciabilità della filiera dei prodotti ortofrutticoli" .
Un accurato studio in merito alle buone pratiche, in materia di tracciabilità-rintracciabilità adottate in Europa, ha aggiunto valore alle ipotesi avanzate nella fase di progettazione del Modello AGCI.Il Modello proposto, ispirato dall'esempio francese Agriconfiace©, prevede una fase di attuazione che va ben oltre i confini strategici e temporali del progetto, prevede infatti un accordo fra produttori che intendano investire nell'adozione di sistemi produttivi certificati e riconosciti dai mercati europei (es. EuropGap, etc..), all'insegna di un marchio comune e distintivo: "un paniere di prodotti AGCI" nel rispetto della sicurezza alimentare e dell'ambiente per la valorizzazione delle realtà, tradizioni e comunità locali.L'AGCI si propone così di promuovere presso tutte le imprese associate un Modello di tracciabilità-rintracciabilità che sia il fulcro della politica della qualità e che sia una opportunità (e perciò non solo un costo) per valorizzare le produzioni agricole regionali. Si configura così come uno strumento di controllo in grado di garantire la qualità e la tipicità del prodotto.Una particolare attenzione è stata dedicata alla comunicazione in merito alla sicurezza alimentare e quindi alla tracciabilità-rintracciabilità rivolta- alle imprese e agli esperti del settore, sotto forma di formazione a distanza "Comunità di pratiche (intranet rintracciagci.it realizzata nell'ambito del progetto) e CD-ROM e mediante l'analisi di norme e standard europei acquisiti e tradotti in italiano; - al mercato attraverso la partecipazione di buyer e imprese ai focus group,- al territorio attraverso il coinvolgimento degli amministratori locali nei focus group realizzati a Cesena e a Parma,- ai cittadini mediante la partecipazione alla "Giornata Mondiale dell'alimentazione 2008" (16/10/08 Parma) di GCI AGRITAL e delle imprese del progetto,- a tutti attraverso il web con il sito www.rintracciagci.it .PROSPETTIVEIn relazione ai risultati del progetto AGCI AGRITAL intende promuovere, dopo aver effettuato un ulteriore specifico studio di fattibilità, un accordo fra imprese che si impegnino a controllare e migliorare continuamente i sistemi di qualità della produzione, ad agire in modo congiunto nella comunicazione con i mercati e soprattutto con il cittadino-consumatore attraverso l'adozione di protocolli e disciplinari controllati e certificati da Enti terzi accreditati. Tutto ciò al fine di:A. favorire la massima adesione al sistema volontario di tracciabilità attraverso un accordo fra imprese, protocolli di filiera,B. definire un sistema di certificazione volontario atto a garantire la tracciabilità, promuovendone la diffusione anche attraverso lo studio e registrazione di un marchio comune,C. prevedere l'adozione di disciplinari tesi allo sviluppo di processi e sistemi produttivi eco-compatibili,D. attivare un sistema di audit allo scopo di assicurare il corretto funzionamento del sistema di qualità e garanzia.
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